Manuale d’uso · SollevaPlan per Windows
Dal carico al piano firmato
Come si compila un piano di sollevamento con SollevaPlan, fase per fase — e dove stanno i punti in cui è facile sbagliare in favore proprio.
SollevaPlan è in continuo aggiornamento
L’applicazione cambia spesso, e questo manuale fotografa la versione 1.8.0. Schermate, nomi dei campi e funzioni descritti qui — e quelli mostrati nella pagina di SollevaPlan, che è ferma a una versione precedente — possono differire da quello che trovi nella versione che hai installato. Dove le due cose non coincidono, fa fede l’applicazione.
Le differenze sono quasi sempre aggiunte: campi nuovi, verifiche nuove, un pannello che si è spostato. Se una funzione descritta qui non la trovi, controlla di avere l’ultima versione dalla pagina dei rilasci.
Che cosa fa, e cosa resta a te
SollevaPlan redige piani di sollevamento con autogrù: raccoglie i dati del carico e dell’imbracatura, legge la portata dalla tabella del costruttore, stima il carico sugli appoggi, disegna la planimetria di cantiere con la vista laterale, e stampa il documento completo di firme e revisioni. Funziona senza connessione: i dati restano sul tuo computer.
La divisione dei compiti è netta, e conviene averla chiara dal primo giorno:
- L’applicazione calcola la richiesta. Somma i pesi, applica i fattori di modo dell’imbracatura, ricava il tiro per braccio, stima la pressione sul piede più sollecitato, confronta ogni numero col suo limite.
- Le portate le dichiari tu, leggendole dal libretto della gru e dalla targhetta dell’accessorio. L’applicazione non le indovina: converte, confronta, e dichiara sempre come ha ottenuto il numero.
- Il giudizio finale è di chi firma. I verdetti a schermo sono un ausilio al calcolo, non una validazione.
Il limite, scritto anche in fondo a ogni pagina stampata
Le verifiche sono un ausilio al calcolo, non una validazione. Portata della gru e portanza del terreno vanno confermate dal libretto della macchina e dai dati del committente. Il piano deve essere firmato da persona qualificata.
Il primo piano, dall’inizio alla fine
Le sei linguette in alto sono le fasi, cioè l’ordine di lavoro. Si va da sinistra a destra, e ogni fase alimenta quella dopo.
- Una volta sola: dal raccoglitore ⋯ apri 🏢 Azienda e metti ragione sociale, recapiti e logo. Resta lì per tutti i piani futuri, e il wizard di 🗎 Nuovo ci prende l’impresa esecutrice.
- 1 · Progetto. Intestazione del piano, i testi della relazione, i nomi che firmano e il controllo delle revisioni.
- 2 · Carico e imbracaggio. Il carico con le sue misure e il peso, i punti di presa, gli accessori di imbracatura. In fondo esce il peso totale sollevato (A).
- 3 · Gru e configurazione. Scegli la gru dalla libreria, la configurazione e il raggio: la portata si compila da sé leggendo la tabella. Qui va anche la scansione della tabella del libretto e, se serve, la ripartizione del tiro in tandem.
- 4 · Sito e terreno. Appoggi, piastre o mat, portanza del terreno e metodo con cui si stimano le reazioni.
- 5 · Manovra. La descrizione delle operazioni e la planimetria: gru e carico in posizione, edifici, strade, zone escluse, fasi. Le viste laterali e 3D si aggiornano da sole.
- 6 · Verifica ed emissione. I verdetti con le loro spunte, il perimetro del documento, le unità, l’anteprima, poi 📄 Esporta PDF.
Il primo giro fallo su un piano vero ma già chiuso
Un lavoro che hai già eseguito, di cui conosci l’esito. Così i numeri che escono li puoi confrontare con qualcosa, e i campi che non ti sono chiari li scopri senza fretta.
L’intestazione dell’azienda
Si apre dal raccoglitore ⋯ della barra in alto, alla voce 🏢 Azienda, oppure da Alt → File → Intestazione azienda. Ci vanno ragione sociale, partita IVA, sede, telefono, email, sito e il logo.
Non è un dato del piano ma del computer. È la differenza che risolve due fastidi seri: creando un piano nuovo la carta intestata non sparisce, e aprendo il file di un collega la tua non viene sovrascritta dalla sua. Compare in testa a ogni documento stampato, e una spunta la può togliere.
A piè di ogni pagina resta invece una riga che attribuisce il documento a SollevaPlan, insieme all’avvertenza sui calcoli. Non è modificabile ed è voluto: l’intestazione dice chi ha redatto il piano, la riga in fondo dice con quale strumento.
I due profili
Nella stessa finestra ci sono i profili aziendali, produzione e dimostrativo / formazione. Salvano insieme intestazione, testi standard, firme, ruoli e impostazioni base della tavola; il profilo attivo si applica ai piani nuovi. Serve a non far uscire per sbaglio un piano di esercitazione con l’intestazione vera.
Com’è fatta la finestra
In alto la barra col marchio e i comandi sempre disponibili.
| Comando | Che cosa fa |
|---|---|
| 🗎 Nuovo | Apre il wizard in tre passi — progetto, carico, gru. Compila quello che sai e lascia vuoto il resto: quello che non dichiari resta mancante, non viene inventato. Il pulsante Piano vuoto salta il wizard. Libreria, intestazione azienda e modelli di testo restano comunque. |
| 📁 Apri · 💾 Salva | Il piano su disco, come documento da consegnare o archiviare. |
| ▦ Librerie | Gru, piastre, crane mat e simboli di cantiere (Ctrl+7). Non è una fase: è il magazzino da cui le fasi attingono. |
| ⚠ Problemi | Un posto solo per collisioni, franchi ridotti, dati mancanti e completezza, con tre viste. I due pallini contano le due famiglie separatamente. |
| 📄 Esporta PDF | Il documento impaginato in A4. |
| ⋯ | Quello che si usa una volta per installazione: 🏢 Azienda, il manuale, la stampa su carta e le informazioni sulla versione. |
Sotto, le sei linguette numerate — le fasi — che sono l’ordine di compilazione; in fondo a ogni fase due pulsanti portano a quella prima e a quella dopo. Dentro ogni fase il lavoro è diviso in riquadri, e i numeri dei riquadri (0, 1, 2…) sono quelli dei paragrafi del documento stampato.
Il menu è nascosto perché la barra fa già il suo lavoro: si mostra premendo Alt e contiene File, Modifica, Vista e ?.
Le unità: due sistemi, mai uno solo
Il piano si compila leggendo libretti, targhe e display, che parlano in kg, tonnellate e kg/cm². Una relazione geotecnica parla invece in kPa, e le reazioni dichiarate da un costruttore in kN.
SollevaPlan non ti fa scegliere fra i due sistemi: li scrive tutti e due. Reazioni, pressioni e aree escono sempre in coppia — 2,14 kg/cm² (210 kPa) — e nella fase 6 · Verifica ed emissione decidi soltanto quale dei due sta davanti. L’altro resta fra parentesi. Non c’è modo di far sparire un sistema, ed è voluto: un numero scritto in un’unità sola è un numero che qualcuno riconvertirà a mano su un foglio che si firma.
La scelta viaggia col piano, non col computer: lo stesso file ristampato da un’altra postazione dà lo stesso foglio. Un piano scritto prima di questa versione non ha la scelta e usa le unità tecniche, cioè quello che faceva già.
Sotto i campi che hanno un’unità compare la conversione in grigio — = 245 kPa sotto una portanza di 2,5 kg/cmq. È di sola lettura: il numero che hai digitato non viene toccato, perché se lo hai copiato da un documento del committente deve restare com’è scritto lì.
Il fattore è quello di definizione
1 kg/cm² = 98,0665 kPa e 1 t = 9,80665 kN, dalla definizione del chilogrammo-forza. Non è un arrotondamento comodo, e un controllo automatico verifica che la conversione usata per stampare sia la stessa usata per confrontare la portanza delle zone geotecniche: due conversioni che si separano darebbero due numeri diversi per lo stesso terreno.
1 · Progetto
Intestazione
Impresa esecutrice, committente, luogo o impianto, descrizione del lavoro, numero del permesso di lavoro, numero scheda, revisione e data. Sono i dati che finiscono in testa al documento; logo e recapiti no, quelli vengono dall’intestazione azienda.
I testi
Tre campi discorsivi: introduzione, mezzi operativi e personale impiegato, gestione delle emergenze col punto di raccolta. La descrizione delle operazioni non è qui: sta nella fase 5, insieme alla manovra che descrive.
Scritti una volta, si salvano come modelli e ogni piano nuovo parte da lì.
I segnaposto
Dentro i testi puoi scrivere segnaposto fra doppie graffe: sul documento stampato diventano i dati delle altre fasi, così lo stesso testo vale per tutti i piani.
Un segnaposto di cui manca il dato si stampa come una fila di puntini, così il buco si vede invece di sparire dentro una frase che sembra completa.
Firme e revisioni
Responsabile del sollevamento, capo cantiere, addetto alla sicurezza, gruisti incaricati. Poi il controllo del documento: ogni revisione è uno scatto con redatto, verificato e approvato, che copia i ruoli correnti e li storicizza. Il cartiglio stampa le quattro revisioni più recenti; lo storico completo resta nel file del piano.
2 · Carico e imbracaggio
Il carico
Descrizione del carico, ingombri — largo, profondo, alto, oppure il diametro se è cilindrico — peso massimo, peso extra e numero di punti di presa. Da lì esce il peso totale carico (1).
I punti di presa
Si dichiarano con quattro domande: quanti golfari ci sono e come stanno (tre figure fra cui scegliere), di quanto sono rientrati dal bordo — o qual è il loro interasse —, a che altezza stanno, e come è distribuito il peso. Da lì l’applicazione ricava le coordinate, che restano il dato vero del piano e si possono aprire per correggere un golfare fuori schema.
Accanto ai campi c’è un’anteprima disegnata dal vivo: pianta e prospetto del carico, in scala, che seguono quello che digiti e illuminano il punto che stai compilando. Se un dato manca, il disegno lo dice invece di inventarlo. È un aiuto alla compilazione e non entra nel documento.
Gli accessori
Gli accessori pesano e vanno contati:
A è il peso su cui si verifica la gru, perché la gru solleva tutto quanto. L’imbracatura invece si verifica su un peso diverso, e il perché sta più sotto.
Se vuoi, puoi dichiarare anche i pezzi veri della catena — bozzello, maglia master, rami, accorciatori, grilli, ganci — ognuno con matricola, portata di targa, certificato e stato dell’ispezione. Un archivio locale li conserva da un piano all’altro. Con i pezzi dichiarati la verifica nomina l’anello debole, cioè il pezzo più sollecitato di tutta la catena.
L’imbracatura, e i due angoli
È il punto più delicato dell’applicazione. Si dichiarano nell’ordine tipo di accessorio, quantità di accessori completi, lunghezza, peso e modo di impiego. La quantità non è il numero di bracci: quattro catene singole sono 4 × 1; due catene doppie sono 2 × 2; una catena quadrupla è 1 × 4.
Modo di impiego e portata di targa
Per gli accessori singoli SollevaPlan applica alla WLL di targa il fattore del modo scelto; per una catena multibraccio la WLL inserita è invece quella dell’intero assieme, letta sulla targhetta nella fascia angolare applicabile.
| Configurazione | Portata utile |
|---|---|
| Tiro diretto | 100% della WLL del singolo accessorio × quantità. |
| Cappio | 80% della WLL del singolo accessorio × quantità. |
| Canestro | 200% della WLL del singolo accessorio × quantità. |
| Catena a 2, 3 o 4 bracci | WLL dell’assieme riportata in targhetta per la fascia angolare × quantità di assiemi. |
Se sono dichiarati anche i singoli componenti della catena, la loro WLL non sostituisce quella di targa dell’assieme: serve come controllo indipendente e impedisce di usare una portata che i rami certificati non possono sostenere.
I due angoli sono diversi, e uno è il doppio dell’altro
Le tabelle delle catene danno l’apertura α fra i bracci — 60°, 90°, 120°. Quelle delle brache tessili danno l’inclinazione β sulla verticale — meno di 7°, da 7 a 45°, da 45 a 60°.
SollevaPlan lavora in β, l’inclinazione, e mostra sempre α accanto nel riepilogo. Chi legge 90° sulla tabella della catena e lo scrive nel campo che vuole β sbaglia di 45 gradi, in favore proprio. Prima di scrivere l’angolo, guarda quale delle due misure hai in mano.
Angolo e tiro nei rami
Per le catene multibraccio lunghezza dei rami e distanza dei punti di presa determinano β. L’angolo serve a verificare la fascia della targhetta e a calcolare il tiro che attraversa ogni ramo; non viene usato per maggiorare di nuovo una WLL già riferita all’intero assieme.
| Famiglia | Come si calcola |
|---|---|
| Catene multibraccio | La WLL dell’assieme resta quella di targhetta; la trigonometria calcola il tiro per ramo e controlla la capacità dichiarata dei componenti. |
| Brache tessili e funi | Fattori a fasce, quelli stampati sulla tabella: 1,0 verticale · 0,8 a cappio · 2,0 a canestro con rami verticali · 1,4 e 1,0 nelle due fasce · 1,12 e 0,8 per la multipla a cappio. Dove il coseno darebbe 1,414 la tabella dice 1,4, e sul documento va il numero della tabella. |
Numero di bracci e ripartizione del carico
Il numero dei bracci descrive l’assieme, non garantisce da solo una ripartizione uniforme. SollevaPlan conserva il criterio prudenziale dei bracci portanti nel calcolo dei tiri; la WLL da usare resta quella indicata dal costruttore sulla targhetta dell’assieme per la configurazione reale.
Su quale peso si verifica
L’imbracatura non si verifica su A. Bozzello e funi della gru pendono sopra l’accessorio: li regge il gancio, non la braca. Restano invece dentro il peso l’accessorio stesso, che porta anche sé, e i grilli, che gli stanno sotto. Sul documento i due numeri sono diversi e la differenza è dichiarata riga per riga, così «tiro per braccio» non sembra ricavato dal peso totale.
Le verifiche che ne escono
| Verifica | Che cosa confronta |
|---|---|
| Portata imbracatura | Il carico all’imbracatura contro la portata utile della configurazione. |
| Angolo di imbracatura | β contro il limite della configurazione. Compare solo dove serve: verticale, cappio e canestro a rami verticali non hanno angolo, e chiederlo produrrebbe un dato mancante che non manca. |
| Tiro per braccio | Informativa, senza verdetto: è il numero con cui si sceglie l’accessorio. |
| Anello debole | Il tiro per braccio contro il minore fra grillo e punto di presa, con la riga che nomina quale dei due è. |
| Punto di presa sotto tiro obliquo | Un avviso, non un coefficiente: la riduzione di un golfare a occhio dipende dal costruttore, e un golfare girevole non la subisce. |
3 · Gru e configurazione
La macchina
Scegli il modello dalla libreria e la configurazione: da lì arrivano tabella di portata, peso macchina e contrappesi. Poi compili targa, ingombro macchina, lunghezza del braccio, tralicci aggiunti, raggio dal centro ralla al carico, ingombro stabilizzatori, contrappesi e raggio zavorra.
Il raggio è il campo che muove tutto: cambiandolo, la portata si rilegge dalla tabella. E vale anche al contrario — trascinando il braccio in planimetria, il raggio torna in questo campo.
Il tiro in tandem
La spunta tiro in tandem apre la seconda gru, identica alla prima, più il riquadro della ripartizione. C’è un pulsante 50/50, ma la quota va determinata da persona qualificata prima del sollevamento: dipende dalla geometria dell’imbracatura e dalla posizione del baricentro. L’applicazione controlla che le due quote sommino al carico, e le verifiche di portata e appoggio le fa separate sulle due macchine.
La tabella portate dal libretto
Facoltativa ma consigliata: la scansione o la foto della tabella di portata della gru, una per macchina nel tiro in tandem. Finisce nel § 5 del documento. Le immagini vengono ridimensionate da sole per non occupare troppo spazio.
Come si legge la portata
Tre regole, e nascono tutte dallo stesso principio: fra due caselle non si prende mai quella che fa comodo. La portata è il numero da cui esce il giudizio idoneo, e sbagliarla in eccesso è l’unico modo di sbagliarla che si paga in cantiere.
| Regola | Perché |
|---|---|
| La colonna del braccio è la più corta fra quelle non inferiori al braccio dichiarato | Un braccio più lungo porta meno, quindi arrotondare in su è la lettura prudenziale. Prendendo «la più vicina» si può scendere alla colonna corta: fra due colonne adiacenti delle tabelle vere si arriva al 75% di differenza. |
| Fra due righe si legge quella a raggio maggiore, e non si interpola | La curva portata/raggio è convessa: la retta fra due punti sta sopra la curva, quindi l’interpolazione esce sempre più alta del vero. È anche la regola dei manuali. |
| Oltre l’ultima riga utile è fuori tabella | La tabella finisce lì perché lì la macchina non lavora. Il campo della portata si svuota e la verifica diventa «dato mancante»: meglio un buco dichiarato che un numero inventato. |
Sotto il campo, nel riquadro di verifica e sul documento viaggia sempre la nota di come è stata letta. Una portata ricavata con un arrotondamento che chi firma non vede è una portata che nessuno può controllare.
4 · Sito e terreno
La fase separa tre controlli diversi: pressione sul terreno, WLL della piastra o mat e pressione locale del piede confrontata con il crush rating. Un solo esito positivo non rende automaticamente idonei gli altri due.
Quando sono disponibili quattro reazioni del costruttore o una stima calibrata, l’applicazione le associa alle coordinate reali FL/FR/RL/RR. In loro assenza usa un modello preliminare generico con pochi dati accessibili: peso macchina senza zavorra rimovibile, contrappeso e raggio del suo baricentro, carico/raggio e apertura stabilizzatori. La provenienza e l’autorità del metodo restano sempre separate dall’esito numerico del confronto col terreno.
Nel riquadro Confronto reazioni puoi spuntare S, banda statica, L2 e L3. Il documento cita soltanto i metodi scelti; se ne selezioni più di uno governa quello che produce la pressione maggiore. Un metodo non disponibile resta dichiarato come tale e non presta il numero di un altro livello.
Per la LTM 1100-4.2 la libreria mostra anche il banco LICCON: numero di stati e reazioni confrontati, errore massimo, RMSE, copertura del margine e validazione incrociata per azimut. I casi fuori configurazione sono informativi e non ampliano il dominio. La dicitura “criteri pilota superati” non equivale ad approvazione: finché manca la firma tecnica, L2 resta non autoritativo e ambra.
Nell’editor della gru, i riquadri Approvazione pacchetto L2/L3 registrano separatamente identificativo e versione di modello, geometria e dataset, più redattore, verificatore, approvatore, data e limiti. Al momento dell’approvazione SollevaPlan calcola un’impronta SHA-256 del contenuto. Se dopo la firma cambia anche una sola coordinata, reazione, coefficiente, applicabilità o riferimento del dataset, il pacchetto viene revocato automaticamente e verifiche, planimetria e PDF tornano ambra/non definitivi. Il vecchio record resta visibile per l’audit.
Un caso L3 esatto può quindi essere autorevole soltanto se coincide senza interpolazioni con la configurazione di lavoro e il suo pacchetto L3 risulta approvato e invariato. La scheda LTM distribuita contiene i dati acquisiti ma, prudentemente, nessuna firma precompilata: nomi e responsabilità devono essere inseriti da chi effettua davvero il controllo tecnico.
Con quattro appoggi e tre equazioni la ripartizione non è unica. SollevaPlan mostra la stima fisica a rigidezze uguali e lo scenario cautelativo, già comprensivo della percentuale dichiarata: questo secondo valore alimenta pressione e piastre. Nel corpo della relazione sono riportati il valore prima della maggiorazione e le reazioni di progetto dei singoli appoggi, tutte già maggiorate. Il limite di equilibrio è un controllo matematico, non una previsione della macchina.
Nel Perimetro della relazione puoi includere il modulo facoltativo Dettaglio analitico delle reazioni. L’appendice raccoglie coordinate geometriche sintetiche, eccentricità, formula di controllo e limite di equilibrio; i profili Standard ed Essenziale la lasciano esclusa. Le verifiche interne usate per sviluppare il modello non vengono riversate nel PDF destinato al cliente.
Un dato mancante non diventa automaticamente prudenziale
Se C è maggiore di zero, il raggio del baricentro zavorra è obbligatorio per il nuovo modello: il vuoto non diventa zero. Anche con tutti i campi compilati restano fuori il momento proprio di braccio e sovrastruttura, le rigidezze reali, dinamica, fuori livello e cedimenti. Il risultato serve a orientarsi e predimensionare; va sostituito da reazioni L3 o verificato da persona competente prima di dichiarare idoneo il terreno.
C’è anche un campo facoltativo per il carico su un piede da tabella del costruttore. Se lo compili, l’applicazione usa quello e sul documento scrive «dato del costruttore» invece di «limite statico preliminare». La provenienza del numero si stampa sempre.
Il pulsante Piastre e mat apre la libreria riutilizzabile. Una voce verificata contiene modello, dimensioni, WLL, crush rating, fonte, revisione, verificatore e data. La proposta uniforme può usare quattro reazioni L3 approvate oppure un massimo costruttore; l’ottimizzazione separata dei quattro piedi è disponibile soltanto con un pacchetto L3 approvato e invariato. In entrambi i casi il suggerimento cerca di mantenere tutti e tre i controlli entro il 90% e deve essere confermato da chi redige il piano.
Una voce può essere un elemento fisico oppure un assemblaggio approvato. Nell’assemblaggio devi inserire codice dello schema, disposizione, orientamento, giunzioni e quantità dei componenti per ogni piede. WLL e crush rating devono appartenere allo schema completo: non moltiplicare quelli del singolo mat.
Per gli elementi fisici puoi attivare l’inventario con quantità presente, già impegnata, ubicazione, stato e data del controllo. La proposta somma il fabbisogno di tutti gli appoggi e scarta le soluzioni con quantità gestita insufficiente. Se l’inventario non è gestito, il risultato dice disponibilità da confermare. Il salvataggio del piano non prenota automaticamente il materiale: l’impegno va aggiornato nel registro aziendale.
Risultante fuori dal poligono: il modello si ferma
Se in un azimut non esiste alcuna ripartizione con quattro reazioni non negative, la risultante è fuori dal poligono di appoggio. Il programma non prolunga la formula né mostra un valore rassicurante: la posa va rivista e verificata con i dati della macchina.
5 · Manovra
Descrizione delle operazioni
Vento massimo operativo, raggio massimo di lavoro, limite operativo aziendale, sistema di comunicazione e la descrizione a parole dell’attività. Il raggio massimo di lavoro non è un campo di contorno: se posizioni la gru a un raggio minore di quello, l’applicazione lo segnala, perché verificare al raggio comodo non è verificare la manovra.
Il vento non ha un valore precompilato: è il limite che leggi sulla documentazione della macchina per quella configurazione, e il documento lo stampa come limite dichiarato, non calcolato dal programma. Il limite operativo aziendale è un vincolo in più, se la tua impresa ne ha uno più severo della tabella: viene verificato con una riga sua, e non sostituisce mai la portata di tabella sul foglio.
La planimetria
Otto viste della stessa scena — pianta, braccio, fronte, retro, sinistra, destra, 3D e la tavola a quattro viste: la pianta operativa la disegni tu, le altre si aggiornano da sole dai dati della gru e del carico. Le viste ortografiche e la 3D servono a orientarsi e restano dichiaratamente diagnostiche: le interferenze che segnalano nascono da volumi semplici, non dagli inviluppi del costruttore.
Muoversi sulla tavola
| Gesto | Effetto |
|---|---|
| Rotellina | Zoom. |
| Alt, o lo strumento «sposta» | Panoramica. |
| Maiusc + clic | Aggiunge o toglie elementi dalla selezione. |
| Canc | Elimina la selezione. |
Griglia da 5 metri e snap intelligente, entrambi disattivabili. Il comando adatta riporta tutto dentro lo schermo.
Gli strumenti
| Gruppo | Che cosa contiene |
|---|---|
| Macchine | Le due gru e il carico. Le gru arrivano già con la loro geometria: ingombro, stabilizzatori, braccio, zavorra. |
| Cantiere | Strada, edificio, ostacolo, cilindro. |
| Indicazioni | Linea, quota, freccia di rotazione, freccia di movimento, zona esclusa, punto di raccolta, testo. |
| Disegno tecnico | Percorso, recinzione, linea elettrica, area operativa, area esclusa: polilinee con vertici modificabili. |
| Geotecnica | Zona di portanza, bordo scavo/dislivello, sottoservizio e cavità: geometrie collegate alle quattro impronte degli appoggi. |
| Simboli | Libreria di simboli di cantiere e modelli di planimetria già pronti. |
La gru sulla tavola
Selezionandola, il pannello di destra apre i comandi veri della macchina: carro e torretta ruotano separatamente — la zavorra segue la torretta, gli stabilizzatori il carro — poi lunghezza e angolo di braccio e falcone, e la fune del carico. Una spunta disegna l’inviluppo operativo con la fascia di sicurezza esterna, definendo inizio e ampiezza del settore in gradi.
Lo sfondo, e la scala
Puoi caricare una foto, una scansione o un’esportazione CAD come riferimento, regolarne opacità e rotazione, e bloccarlo perché non si sposti mentre disegni.
Calibrare la scala vale più di ogni altra cosa
Con calibra scala scrivi una distanza reale nota in metri, poi indichi i suoi due estremi sull’immagine. Da quel momento tutto ciò che disegni sopra è in scala, e le misure che l’applicazione mostra sono misure vere. Senza calibrazione lo sfondo è solo un disegno sotto, e le quote che leggi non valgono niente.
Livelli, oggetti, fasi
I livelli governano ordine e visibilità e si possono rinominare; l’alto è il primo piano, lo sfondo resta alla base. L’elenco degli oggetti mostra tutto ciò che c’è sulla tavola: il clic seleziona, il mirino centra, occhio e lucchetto agiscono sul singolo elemento. Le fasi della manovra hanno una sezione loro, qui sotto.
Quote, stili e linee elettriche
Le quote associative si agganciano a due oggetti e li seguono se li sposti. Gli stili tecnici hanno preset per area operativa, zona esclusa, viabilità, recinzione, interferenza, ingombro stabilizzatori e confine di cantiere: sono punti di partenza, e ogni parametro resta modificabile sul singolo elemento.
La linea elettrica aerea chiede tensione nominale, altezza dei conduttori e distanza di sicurezza, e disegna un corridoio da mantenere libero. La distanza applicabile va sempre confermata con il responsabile elettrico.
Scheda geotecnica in planimetria
Prima crea il dossier geotecnico del sito: assegna identificativo e versione, registra condizioni del piano di posa, allega relazione, prove o rilievi e controlla l’impronta SHA-256. L’approvazione richiede redattore, revisore, approvatore/data e almeno un documento verificato. Una modifica successiva riporta il dossier in bozza.
Disegna una o più zone di portanza e inserisci per ciascuna il valore ammissibile nella stessa unità della fonte: kPa, kN/m², t/m² o kg/cm². Collega il documento del dossier e conferma verificatore e data. L’app conserva il valore originale e usa una conversione normalizzata per il calcolo; non copia automaticamente la portanza dal campo generale del terreno né dalla stratigrafia.
Disegna poi gli eventuali scavi o dislivelli, sottoservizi e cavità o manufatti interrati. Per ogni pericolo devi dichiarare la distanza minima, la tolleranza del rilievo e la fonte. La distanza applicata è la loro somma e viene misurata dal bordo reale della piastra/mat, non dal centro ralla o dal centro dell’appoggio.
Una piastra è assegnata a una zona soltanto se la sua intera impronta vi è contenuta. Se più zone verificate si sovrappongono, governa la portanza minore. Un superamento della portanza o una distanza insufficiente diventa criticità bloccante nel controllo pre-stampa; dati, fonte o verifica incompleti restano ambra.
Il risultato può diventare verde solo se il dossier è approvato e ogni zona/pericolo è collegato a un documento verificato della versione corrente. Dopo una nuova revisione del dossier, riconferma gli oggetti della tavola e aggiorna le fasi.
La distanza minima non è un valore universale
SollevaPlan non propone una distanza generica da scavi o sottoservizi. Deve essere determinata per il sito e per il tipo di pericolo dalla persona competente, usando rilievi, elaborati, relazione geotecnica, indicazioni del gestore e procedura applicabile.
La tavola nel PDF
Imposti numero tavola, scala — automatica oppure fissa, da 1:50 a 1:1000 — orientamento del nord rispetto all’alto del foglio, nota di tavola, e se mostrare o nascondere le misure geometriche. Se la scala scelta non entra nell’A4, viene adottata la prima scala standard compatibile.
Le fasi, e il tratto fra due
Una fase è la stessa tavola in una configurazione diversa: la gru dove sarà in quel momento, il braccio a quella lunghezza, il carico a quella quota. Se ne dichiarano fino a dodici, in sequenza, e cambiando fase quella corrente si salva da sé. Il documento riporta la sequenza al § 5A e dice sempre quale fase è rappresentata dalla tavola.
Ogni riga dell’elenco porta i suoi comandi: ↻ aggiorna la fase con la configurazione che hai adesso sulla tavola, ▣ apre la fotografia tecnica congelata, ⧉ duplica, ↑ ↓ spostano la fase nella sequenza, × la elimina.
Lo stato del carico
Sotto ogni fase c’è una voce che decide come SollevaPlan può muovere il carico in quel momento: Da dichiarare, Sospeso al gancio, Appoggiato a terra, Fissato in posizione. Non è un’etichetta descrittiva, comanda la geometria.
Col carico sospeso, testa del braccio, fune, gancio, imbracatura e carico restano collegati: lo spostamento orizzontale del carico nasce dal movimento della gru, e la variazione di quota descrive la fune che si svolge. Un carico appoggiato o fissato non può cambiare posa: se le due fasi lo spostano lo stesso, la dichiarazione è incoerente e il tratto diventa indisponibile invece di mostrare un moto inventato.
Il tandem sospeso resta fuori
Il carico solidale al gancio vale per una gru sola. Due macchine sullo stesso carico chiedono un modello rigido a due ganci che non è ancora in SollevaPlan, e il programma preferisce dichiararsi fuori perimetro. I piani scritti prima di questa versione, che non hanno la dichiarazione in entrambe le fasi, conservano il comportamento di allora.
La fotografia tecnica
Il pulsante ▣ apre le viste tecniche congelate nella fase: sono le immagini appartenenti a quella configurazione, mostrate senza aprirla, senza ricalcolarla e senza toccare il piano corrente. Insieme viaggia il rapporto delle collisioni 3D di quella fase, quindi una fase acquisita ieri non cambia esito perché oggi hai spostato un ostacolo. Due fotografie già salvate si mettono a confronto fianco a fianco, con ⇄ per scambiarle.
Il tratto fra una fase e la successiva
Fra due fasi consecutive SollevaPlan controlla anche il passaggio, non solo i due estremi: 24 intervalli, 25 posizioni, con gli angoli di carro e braccio interpolati come angoli e posizione e carico per linea retta. Se le due fasi non hanno le stesse gru, gli stessi ostacoli o gli stessi vertici, il tratto è dichiarato non confrontabile e nessun tratto viene inventato.
Due pulsanti stanno sul tratto, fra una fase e l’altra:
| Comando | Che cosa fa |
|---|---|
| ▶ Guarda | Apre il percorso in una scena 3D temporanea: cursore sui 25 campioni, ◀ ▶ per avanzare di un fotogramma alla volta, Riproduci e pausa, velocità 0,5× · 1× · 2×. Nel campione dell’urto l’ostacolo e la parte di macchina coinvolta diventano rossi. La telecamera si orbita, si inclina e si ingrandisce coi pulsanti o con la rotellina, e Adatta riporta l’inquadratura a posto. |
| ☷ Ordine | Dichiara come si percorre il tratto: Movimenti insieme, tutti i canali nello stesso tratto, oppure Movimenti in sequenza, un canale alla volta nell’ordine che stabilisci tu. |
Il player è in sola lettura: non apre le fasi, non sposta oggetti sulla tavola e non scrive niente nel piano. Chiudendo la finestra non resta traccia.
Nell’ordine compaiono soltanto i canali davvero cambiati fra le due fasi — traslazione e rotazione del carro, rotazione della torretta, brandeggio, telescopaggio, prolunga, e il movimento del carico, che prende il nome dal vincolo dichiarato: Carico solidale al gancio e Variazione lunghezza fune quando è sospeso, Carico fermo per vincolo dichiarato quando non lo è. Ripristina ordine iniziale torna all’elenco rilevato, che è un elenco e non una sequenza consigliata.
Se i dati cinematici delle due fasi sono parziali, la sequenza non si può scegliere: il tratto resta a movimenti simultanei, e i numeri che mancano non vengono sostituiti con zero. La scelta si salva nella fase di partenza insieme all’identificativo della destinazione, così riordinando le fasi una vecchia sequenza non si riapplica in silenzio al tratto sbagliato.
Diagnostica, non verifica — e qui più che altrove
Il percorso è geometria dichiarata, e niente di più. Non ci sono tempi, velocità, accelerazioni, oscillazione del carico né dinamica; restano fuori gli inviluppi del costruttore e le deformazioni delle strutture. Gli eventi che accadono fra due campioni possono non essere rilevati, e le collisioni nascono da volumi semplici. Nel documento queste righe si chiamano DIAGNOSTICA 3D e PERCORSO 3D DIAGNOSTICO proprio per non confonderle con le interferenze misurate in pianta.
6 · Verifica ed emissione
È l’ultima fase, e raccoglie quattro cose: il pannello delle verifiche di sicurezza con le spunte (descritto qui sotto), il perimetro della relazione, la scelta delle unità del documento e l’anteprima, che mostra il documento come uscirà ed è il posto in cui rileggere prima di emettere.
Il perimetro della relazione
Decide quanto dettaglio entra nel PDF: i profili Completo, Standard ed Essenziale, oppure uno personalizzato modulo per modulo. Un modulo può essere escluso dal documento o dichiarato non applicabile, e in quel caso serve una motivazione. Quello che togli dal foglio non spegne niente nell’app: gli esiti automatici restano visibili, e un pericolo già rilevato — una collisione, un appoggio fuori portanza — resta bloccante anche se il suo modulo è stato dichiarato non applicabile.
Il controllo prima di emettere
Il pulsante ⚠ Problemi in alto, e la vista Dati e completezza dentro di esso, è il controllo pre-stampa: dati identificativi, carico, gru, scala della tavola, collisioni, appoggi, ruoli, revisioni — e i verdetti numerici. Un NON IDONEO nelle verifiche (portata gru, pressione al suolo, imbracatura, anello debole, riparto tandem) è una riga bloccante, esattamente come una collisione in pianta; un dato mancante è un avviso. Le righe bloccanti non impediscono di emettere: premendo Esporta PDF o Stampa l’applicazione le elenca e chiede se procedere comunque, e la risposta è tua. Sono avvisi che aiutano la revisione, non che la sostituiscono.
Come è fatto il documento
| § | Contenuto | Da dove viene |
|---|---|---|
| 0 | Introduzione | Fase 1 |
| 1 | Mezzi operativi e personale impiegato | Fase 1 |
| 2 | Descrizione delle operazioni | Fase 5 |
| 3 | Piano di sollevamento carichi — i dati del tiro | Fasi 2, 3 e 4 |
| 3A | Verifiche di sicurezza — i verdetti col loro confronto | Fase 6 |
| 3B | Dettaglio analitico delle reazioni (modulo facoltativo) | Fase 4, se incluso nel perimetro |
| 4 | Gestione delle emergenze | Fase 1 |
| 5 | Tabella delle portate (l’immagine dal libretto) | Fase 3 |
| 5A | Sequenza della manovra | Fase 5, le fasi della manovra |
| 5A.1 | Schede tecniche delle fasi | Fase 5 |
| 5B | Interferenze e franchi | Fase 5 |
Più la tavola planimetrica col suo cartiglio, l’intestazione dell’azienda in testa e le firme in fondo.
Prima di stampare o esportare il PDF devi confermare di avere compreso che i risultati dipendono dai dati inseriti e devono essere verificati e approvati da una persona esperta e qualificata. La conferma non sostituisce firme, controlli o responsabilità professionali.
📄 Esporta PDF (Ctrl+E) scrive direttamente il file in A4, con l’impaginazione decisa dal documento e non dal driver di stampa di turno: è la strada da usare per consegnare. 🖨 (Ctrl+P) è la stampa su carta.
I verdetti, e le spunte di stampa
Il pannello delle verifiche di sicurezza, nella fase 6, raccoglie tutti i giudizi in un posto solo. Gli esiti sono quattro, e sono quattro apposta: «dentro il limite ma con poco margine» è cosa diversa sia dall’idoneo pieno sia dal dato che manca.
| A schermo | Sul documento | Quando |
|---|---|---|
| OK | IDONEO | Fino al 90% del limite. |
| MARGINE | IDONEO — MARGINE RIDOTTO | Fra il 90% e il 100%: dentro il limite, ma con poco margine. |
| NO | NON IDONEO | Oltre il limite. |
| Verif. | DATO MANCANTE · DA VERIFICARE | Manca un numero per decidere, o serve una conferma umana. |
Il risultato automatico e la conferma del tecnico sono distinti. La spunta «verificato dal tecnico» registra il controllo umano, ma non cambia mai un NON IDONEO in IDONEO.
La spunta «nel documento»
In fondo a ogni casella di verifica c’è una spunta che decide se quel verdetto entra nella stampa. Puoi togliere anche una riga negativa o incompleta: il risultato automatico resta invariato a schermo, compare un avviso che attribuisce l’omissione alla responsabilità di chi redige il piano, e la riga esclusa non compare nel documento finale. Togliere la riga dal foglio non toglie il blocco dal pre-stampa: un NON IDONEO escluso viene elencato lo stesso, con la domanda se procedere comunque, ogni volta che esporti o stampi.
Nel documento le verifiche stanno tutte insieme, nel § 3A · Verifiche di sicurezza, ognuna col suo confronto per esteso — «carico all’imbracatura 13.010 / portata utile 4.243 kg · catene · braca doppia · β 45°» — perché un verdetto che non si può ricontrollare vale quanto la firma di chi se l’è fidato.
Avviso di responsabilità nel PDF
Nella fase Verifica ed emissione puoi includere oppure omettere dal PDF il riquadro esteso «Responsabilità del redattore e limiti dello strumento». La scelta viene salvata nel piano e l’anteprima mostra esattamente il risultato. Prima di ogni stampa o esportazione, SollevaPlan presenta comunque il testo completo: il documento viene prodotto soltanto dopo l’accettazione esplicita di chi lo emette.
Le librerie tecniche
Si aprono dal pulsante ▦ Librerie in alto, o con Ctrl+7. Non sono una fase del piano: sono il magazzino da cui le fasi attingono, e stanno su questo computer, non dentro il piano.
La libreria gru contiene i modelli con le loro configurazioni, tabelle di portata e — dove sono stati acquisiti — la geometria degli appoggi e i pacchetti delle reazioni. Una libreria di partenza arriva con l’applicazione; da quel momento è tua, e le correzioni che fai restano. Accanto ci sono la libreria di piastre e crane mat (▣ Piastre e mat, descritta nella fase 4) e i simboli personali della planimetria.
Aggiungere una gru
+ Nuova gru per compilarla a mano, oppure ⇩ Importa dati gru, che accetta tre strade: l’analisi di una load chart in PDF, un file strutturato, o il contenuto incollato. L’applicazione controlla forma, unità, ordinamento e anomalie delle portate, e mostra un’anteprima con configurazioni, righe e celle prima di confermare.
Tutto quello che entra è «da verificare»
Nessun dato importato è mai considerato buono da solo, nemmeno quando l’analisi non trova anomalie. Nella scheda della configurazione c’è la spunta «tabella confrontata cella per cella con la fonte»: solo quella la porta a verificata. E se poi modifichi quella configurazione, torna automaticamente a da verificare, perché la verifica riguardava i numeri di prima.
Per le tabelle che non si lasciano leggere, l’applicazione prepara un testo da usare con un servizio di intelligenza artificiale a tua scelta. Non invia niente da sola: scegli tu il servizio e quali documenti caricare, e prima verifica che le regole aziendali permettano di condividere il manuale. La risposta rientra come bozza, cioè da controllare a mano.
Quando arriva un aggiornamento della libreria
Le nuove versioni possono portare gru nuove e portate corrette. La fusione è prudente e non silenziosa: una gru che non hai mai toccato riceve la versione aggiornata; una gru su cui hai lavorato resta com’è e viene segnalata da rivedere, con la possibilità di rimetterla alla versione ufficiale se decidi tu; quello che hai cancellato non ricompare. Una barretta in alto dice quante gru sono cambiate e le elenca — da quelle tabelle escono le portate che finiscono su un documento firmato, quindi conviene leggerla.
Salvataggi e file
Due cose diverse, e conviene tenerle distinte:
- Il salvataggio automatico tiene il lavoro sul computer mentre scrivi, e lo ritrovi riaprendo l’applicazione. Protegge dal riavvio, non dalla consegna.
- Il file del piano è il documento vero: quello che archivi, mandi a un collega, riapri fra sei mesi.
Nel titolo della finestra compare un pallino quando ci sono modifiche non ancora scritte sul file. Ctrl+S riscrive il file da cui il piano viene, senza chiedere; alla chiusura, se qualcosa non è salvato, l’applicazione lo domanda.
Se compare la barretta rossa «spazio esaurito»
Il salvataggio automatico non funziona più, e da quel momento il lavoro esiste solo finché la finestra resta aperta. Salva subito su file col pulsante che la barretta stessa offre. Succede quando le immagini caricate — tabelle portate, sfondi di planimetria — hanno riempito lo spazio disponibile.
Un file scritto da una versione più recente di SollevaPlan non viene aperto: leggerlo a metà e risalvarlo cancellerebbe dati che la tua versione non conosce. In quel caso aggiorna l’applicazione e riprova.
Due computer
Libreria gru, intestazione azienda, modelli di testo e simboli personali stanno su questo computer, non dentro il piano. Fra ufficio e cantiere si portano con un file solo, dalla scheda ▦ Librerie (Ctrl+7): ⬇ Esporta impostazioni e ⬆ Importa impostazioni.
All’importazione le due cose si comportano diversamente, ed è voluto:
- La libreria si unisce, non sostituisce: a parità di modello vince quella del file, ma niente di tuo sparisce. Una sostituzione fatta per sbaglio non si annulla.
- L’intestazione azienda no. Se ne hai già una, l’applicazione chiede, e «Annulla» tiene la tua. Un file arrivato da un collega non deve poter far uscire i tuoi piani con la ragione sociale di un altro.
Scorciatoie
Il menu si mostra con Alt, ma le scorciatoie funzionano anche a menu nascosto.
| Tasti | Comando |
|---|---|
| Ctrl + N | Nuovo piano |
| Ctrl + O | Apri piano |
| Ctrl + S | Salva piano su file |
| Ctrl + Maiusc + S | Salva con nome |
| Ctrl + E | Esporta PDF |
| Ctrl + P | Stampa |
| Ctrl + Z · Ctrl + Y | Annulla · Ripristina |
| Ctrl + da 1 a 6 | Le sei fasi, in ordine |
| Ctrl + 7 | Le librerie tecniche |
| F1 | Il manuale d’uso, nella finestra dell’applicazione |
| Alt | Mostra il menu |
Come si aggiorna
La versione installata si aggiorna da sé. Quando una versione nuova è pronta compare una barretta gialla nella barra in alto con il pulsante Riavvia ora: non è una finestra che blocca il lavoro, e puoi finire quello che stai facendo prima di installare. L’applicazione chiede conferma prima di riavviarsi.
Il controllo si può chiedere anche a mano, da Alt → ? → Cerca aggiornamenti. Nella stessa voce, Informazioni su SollevaPlan mostra la versione installata.
La versione portable non si aggiorna da sola: si riscarica a mano dalla pagina dei rilasci. Un aggiornamento può portare anche correzioni alla libreria gru.
I dieci trabocchetti
Quelli che si pagano in cantiere, non a schermo. Se leggi una cosa sola di questo manuale, leggi questa.
- β non è α. Le catene danno l’apertura fra i bracci, le brache tessili l’inclinazione sulla verticale. Il campo vuole l’inclinazione.
- La portata di targa: di un braccio o della configurazione? Il selettore sotto il campo cambia tutto il calcolo.
- La quadrupla normale si legge sulla colonna tripla. Quattro bracci ne portano tre, salvo il doppio cesto.
- Il raggio massimo di lavoro va dichiarato, o si verifica la posa comoda invece della manovra.
- Se la portata si svuota, sei fuori tabella. Non è un campo da riempire a mano con l’ultimo valore visto.
- Con contrappeso presente il raggio del suo baricentro non può essere vuoto: il modello preliminare lo dichiara mancante, non lo sostituisce con zero.
- La stima preliminare non è una support force: nominale e limite statico servono a orientarsi; solo un caso L3 approvato è un dato macchina.
- Lo sfondo va calibrato, o le misure sulla tavola non sono misure.
- I dati gru importati sono «da verificare» finché non li confronti cella per cella con la fonte.
- Il salvataggio automatico non è il file. Consegna quello che hai salvato con Ctrl+S.
Limiti e responsabilità
Le verifiche sono un ausilio al calcolo, non una validazione
Il piano di sollevamento è redatto sotto la responsabilità di chi lo emette. SollevaPlan è uno strumento di supporto: elabora i valori dichiarati dall’utilizzatore, non può accertare che corrispondano alle condizioni reali e non sostituisce il giudizio, la verifica e l’approvazione di una persona esperta e qualificata.
- Portata della gru e portanza del terreno vanno confermate dal libretto della macchina e dai dati del committente.
- Il carico sugli appoggi è una stima nella condizione peggiore, dichiarata con la sua formula proprio perché sia ricontrollabile. Il dato del costruttore, quando c’è, viene prima.
- La ripartizione nel tiro in tandem va determinata da persona qualificata prima del sollevamento.
- Le distanze dalle linee elettriche vanno confermate con il responsabile elettrico.
- Il piano deve essere firmato da persona qualificata, che se ne assume la responsabilità.
Questo manuale descrive la versione 1.8.0 di SollevaPlan. L’applicazione è in continuo aggiornamento: schermate, nomi dei campi e funzioni possono differire da quelli della versione che hai installato. Dove le due cose non coincidono, fa fede l’applicazione.